Referendum 4 dicembre sì o no? Sanità, ecco cosa cambierà

Referendum 4 dicembre sì o no? Sanità, ecco cosa cambierà

Referendum 4 dicembre sì o no? Sanità, ecco cosa cambierà

Innanzitutto noi abbiamo fatto i conti con una precedente riforma voluta dal Partito democratico, quella della finta abolizione delle province. Balle, solo balle spaziali. Perché, parliamoci chiaro: Se vince il SI vince la debolezza, l'inconsistenza e la codardia dei suoi avversari.

Balle spaziali anche queste.

RISPETTO DELLE OPPOSIZIONI: Nel nuovo Parlamento il premier non si ritroverà di fronte alcun contropotere perché i diritti delle minoranze parlamentari non sono codificati esplicitamente. All'articolo 16 stabilisce infatti che il quesito da sottoporre a referendum "consiste nella formula seguente: 'Approvate il testo della legge di revisione dell'articolo".

Riguardo a come vedono il referendum gli stranieri, c'è da dire che sono per il Si la quasi totalità dell'opinione pubblica estera e la quasi totalità dei giornali autorevoli.

E i risparmi del Senato? Italiani dovranno scegliere se approvare o no l'intero testo del decreto legislativo Boschi sulla riforma costituzionale. O sono incapaci o sono in mala fede! "Al Senato - conclude - spetta anche il potere di inchiesta, che il rinnovato art. 82 della Costituzione circoscrive a materie di pubblico interesse riguardanti le autonomie territoriali". Scenario ridimensionato da Palazzo Chigi ma un'uscita di scena con il No è un'ipotesi a cui allude, spesso ed esplicitamente, lo stesso Renzi.

Certamente, me ne vengono in mente altri due al volo. I rischi del nostro Paese sono grossi.

E ne sono convinto. La proposta iniziale è stata largamente emendata e modificata e lungamente discussa dalle due Camere e, nella fase iniziale, la maggioranza, che comprendeva anche Forza Italia, era molto larga. Supponiamo che domenica sera venga annunciata la vittoria del "sì"; sarebbe l'esito più favorevole al premier, oltre che per quel grosso del PD che sta con lui. Una pedata alla Costituzione!

RESTA IL BICAMERALISMO PIENO: secondo i fautori del No la riforma è inapprovabile perché nei fatti non abolisce il bicameralismo in quanto il Senato rimarrà anche se con poter rivisti e ridotti. (ULTIME NOTIZIE OGGI, 27 NOVEMBRE) - Il voto del referendum costituzionale sarà sui contenuti della riforma o sul Governo Renzi?

Mentre in caso passasse la riforma, il governo continuerebbe per la sua strada, non così in caso di bocciatura. Tuttavia, sia per l'andata che per il ritorno, ci sono tempistiche a cui far riferimento per godere dell'agevolazione (vincolata al voto).

Spero di no, Renzi continua a girare le grandi città raccontando balle, purtroppo qualcuno ci cade ancora. Intanto: si vota su una proposta di revisione - o meglio, di riscrittura: 47 articoli su 139 - della Costituzione, che a onta di chi la sta bistrattando come l'ultima delle leggi ordinarie resta il patto fondamentale che ci unisce, o dovrebbe. In caso di vittoria del Sì è certo che avverrà un cambiamento che però difficilmente si può giudicare a priori positivo o negativo: le proposte del Referendum Costituzionale secondo i sostenitori del voto a favore danno un duro colpo alla burocrazia, chi invece è contrario ha cercato di far presente l'eccessivo accentramento del potere in mano allo Stato. Cadrei nello slogan ricordando che "se voti no, non cambia nulla".

In questi giorni molti gli incontri anche in Giudicarie per "spiegare le ragioni del Sì e del No". Facilmente a questo si sommerebbe una pronuncia sfavorevole della Corte sulla costituzionalità dell'Italicum. Ieri per esempio, l'instancabile Angelo Attaguile, segretario nazionale di 'Noi con Salvini' e coordinatore in Sicilia, ha organizzato l'ennesima manifestazione, parlando a centinaia di persone assieme a Roberto Calderoli e Raffaele Volpi che sono venuti a dare il loro contributo a questa importante battaglie a difesa delle nostre libertà. Viene inoltre evidenziato che, una eventuale caduta del Governo attuale non provocherebbe il risultato catastrofico dai più pronosticato e che un nuovo governo tecnico potrebbe giovare al risollevamento dell'economia.