Incidente Messina: rabbia dei familiari, "li hanno fatti morire"

Incidente Messina: rabbia dei familiari,

Incidente Messina: rabbia dei familiari, "li hanno fatti morire"

I quattro morti sono Gaetano D'Ambra, secondo ufficiale di coperta di Lipari, Christian Micalizzi, primo ufficiale di Messina e Santo Parisi operaio di Terrasini, mentre il quarto nominato, quello di una uomo originario di Trapani, non è stato diffuso in attesa che venga informata la famiglia. All'improvviso, forse per una scintilla, si sono sprigionati dei fumi tossici e gli operai sono svenuti per i fumi velenosi. Uno è morto durante il trasporto in ospedale, altri tre al Policlinico di Messina. "Nel frattempo abbiamo attivato una commissione interna d'inchiesta in modo da fare luce sull'accaduto nel più breve tempo possibile".

Dopo avere seguito un'ispezione nella pancia della nave, Ris e Vigili del fuoco hanno prelevato dei campioni da consegnare alla Procura di Messina che coordina l'inchiesta per omicidio colposo plurimo. Sul posto sono giunte diverse ambulanze e l'elicottero del 118. Idue feriti sono Nino Lombardo, nostromo, e il comandanteSalvatore Virzì.

Attualmente il fascicolo aperto dalla Scaminaci è contro ignoti. Un marinaio, Ferdinando Puccio, prova a soccorrere i suoi ufficiali, ma il veleno lo stordisce, lo soffoca, ora lotta fra la vita e la morte, le sue condizioni sono gravissime. Le sue condizioni sono preoccupanti, ma per il momento stazionarie. Fatale per i marittimi sarebbero state le esalazioni sprigionatesi da una 'cassa nafta' all'interno della nave che doveva essere pulita. "Esprimo il mio cordoglio sincero e la mia vicinanza alle famiglie dei lavoratori vittime del gravissimo incidente che si è verificato oggi sul traghetto Sansovino - afferma Poletti - Sono profondamente rattristato per questa tragedia che rappresenta un monito, per tutti, sulla necessità di intensificare ancora di più l'impegno per la prevenzione degli infortuni ed i controlli del rispetto delle norme di sicurezza, specialmente nelle attività più rischiose".

Le segreterie nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti si stringono "ai familiari dei lavoratori morti e feriti" e parlano di "una nuova inaccettabile tragedia sul lavoro".