Arrestato per corruzione il vicepresidente Lee — Samsung

Arrestato per corruzione il vicepresidente Lee — Samsung

Arrestato per corruzione il vicepresidente Lee — Samsung

Lee Jae-yong, il vicepresidente di Samsung nonché erede della famiglia fondatrice della prima conglomerata sudcoreana, è stato arrestato con l'accusa di corruzione, frode e spergiuro, nell'ambito dello scandalo che ha portato alla destituzione del presidente Park Geun-hye. Il padre di Lee era tornato al controllo dell'azienda un paio di anni dopo, ma a causa di un attacco di cuore nel 2014 e delle sue condizioni di salute piuttosto precarie, negli ultimi anni buona parte della gestione aziendale era passata al figlio Lee, che ha 48 anni e che formalmente è solo responsabile di Samsung Electronics, una delle divisioni del gruppo, seppure tra le più importanti e redditizie. La giustizia sta tentando di stabilire se Lee Jae-yong abbia dato appoggio economico a Choi Soon-sil, la consigliera della presidente sospesa Park, in cambio dell'assenso del governo a un accordo di fusione di due controllate. Interrogato per la seconda volta all'inizio di questa settimana, la Corte ha invece accettato la richiesta della procura "alla luce di una accusa penale e di nuove prove".

In sostanza l'arresto arriva a conclusione di un'indagine che aveva travolto la presidente della Repubblica Park Geun-hye e la confidente Choi Soon-sil, secondo le accuse, è emerso che il top manager avrebbe autorizzato una tangente da 36 milioni di dollari a favore di società riconducibili a Choi per ottenere il sostegno del governo. Adesso, i pubblici ministeri possono detenerlo fino a massimo 20 giorni prima di incriminarlo in modo formale.

L'esponente della terza generazione di leader di Samsung è il primo a finire materialmente in carcere.

Lee è stato ufficialmente accusato di appropriazione indebita, corruzione, falsa testimonianza, occultamento di proventi da reato e trasferimento illecito di beni all'estero.